Le assicurazioni si comprano ancora di persona?

Se c’è un settore dove l’acquisto di beni in internet non ha ancora sfondato, è quello delle polizze.

 

In un momento storico dove sia la comodità di utilizzo dei vari portali di e-commerce, la pigrizia, il lockdown e il minor tempo a disposizione di ciascuno di noi ci porta a preferire comprare tutto da casa, le assicurazioni resistono in maniera decisa.

 

Sicuramente è complice la complessità del prodotto, che spesso necessita di assistenza di un professionista del settore per essere scelta. Ma anche per una caratteristica intrinseca del prodotto stesso, che si basa su un concetto di fiducia: l’assicurato paga un premio alla compagnia per avere la certezza di essere risarcito in futuro o, meglio ancora da diversa e più corretta prospettiva, il cliente paga per avere la serenità di non dover far fronte a spese impreviste e ingenti in caso di evento sinistro.

 

È un rapporto complesso, quello tra assicurato, assicuratore e polizza, che necessita ancora, per fortuna, di un contatto diretto, di una faccia e di un nome a cui fare riferimento in caso di problemi o incidenti.

 

Ania quindi, nel suo ultimo report (Allontaniamo i rischi, rimaniamo protetti), evidenzia come internet sia in assoluto il canale meno utilizzato per l’acquisto delle varie tipologie di polizze. Solo lo 0,8% infatti.

 

Ed è una cifra significativa, in quando segno del bisogno del cliente di confronto diretto con il proprio assicuratore e di una fiducia ancora ben radicata nella figura dell’agente, del broker o del consulente.

 

agente assicurativo

I canali più utilizzati

 

Lo sportello bancario o postale sono il canale che raccoglie più premi, segnando ben il 48% del totale delle vendite. Seguono gli agenti (23,9%), i consulenti finanziari abilitati (10%), canali diretti diversi (8,8%) e i broker (8,5%).

 

È interessante inoltre vedere come vengono distribuite le vendite delle varie tipologie di polizze per ogni canale.

 

Il 61% delle polizza vita risultano acquistata presso sportelli bancari e postali, che sta ad indicare la forte fidelizzazione e fiducia che i clienti ripongono nei prodotti di banche e poste.

 

Gli agenti invece la fanno da padrone nel campo delle RCA, vendendo il 78,3% delle polizze, e si dividono equamente con i broker il settore infortuni e malattia, rispettivamente con un 34,3% e 31,2%.

 

I broker infine sono i primi venditori di polizze per responsabilità generale (72,7%), per danni alla proprietà (53,2%) e per altri rami danni (52,6%).