Il futuro delle polizze auto è il pay-per-drive? Cuvva e Metromile

Le start-up innovative da qualche anno cominciano ad affacciarsi anche sul mondo delle assicurazioni. Cuvva e Metromile ne sono due esempi: con una sempre più crescente richiesta di personalizzazione dei servizi e di polizze low-cost, queste due compagnie assicurative hi-tech rispondono alle necessità di chi ha bisogno di guidare l’auto saltuariamente, per poco tempo o per pochi chilometri.

Entrambe le start-up funzionano con un’applicazione per smartphone in cui bisogna registrare una carta di credito e tramite la quale fare la denuncia del sinistro in caso di incidente. Facendo leva sul concetto che chi usa poco l’auto dovrebbe pagare poco l’assicurazione, Cuvva e Metromile propongono un servizio assicurativo immediato e utilizzabile solo al bisogno.

Cuvva è una start-up scozzese che verrà lanciata ufficialmente ad aprile: è stata pensata per chi utilizza l’auto per meno di 8.000km all’anno e prevede un premio mensile variabile dalle 10£ alle 30£, a cui va sommato l’importo della copertura temporanea quando si ha bisogno di usare l’auto. I prezzi di questo up-grade partono da 1,2£ l’ora e variano secondo l’età, la residenza e la tipologia di auto. Tramite l’applicazione si può decidere per quante ore attivare la copertura e il pagamento e l’attivazione sono immediati. In caso di necessità si può estendere velocemente il periodo di assicurazione con le stesse modalità, anche se il sito dell’azienda consiglia di calcolare sempre il 50% in più del tempo necessario per fare il proprio percorso.

Metromile invece è una start-up attiva dal 2014 negli Stati Uniti: come Cuvva funziona con un’app, ma invece di scegliere il periodo di tempo per cui si vuole essere assicurati, bisogna scegliere la lunghezza del percorso da fare. Anche stipulando una polizza con Metromile si paga un fisso al mese, a cui però aggiungere, quando si usa l’auto, il costo delle miglia da percorrere assicurati, dell’ordine di qualche centesimo di dollaro a miglio. La start-up americana però va oltre e propone anche uno sconto: devi fare un viaggio? Le miglia oltre le 150 non le paghi, ma le condizioni di assicurazione restano le stesse.

Entrambe promettono un risparmio variabile attorno ai 500$ all’anno e puntano ad attirare gli amanti delle soluzioni “smart” dei servizi, che utilizzano poco la propria auto o vogliono una copertura aggiuntiva quando usano le auto degli amici o del car-sharing.

Le condizioni rinvenibili sul sito si limitano ad assicurare assistenza 24/7, possibilità di interrompere l’abbonamento senza penali e nessuna clausola nascosta, senza però dire nulla a riguardo di franchigie o massimali, probabilmente perché le condizioni generali sono disponibili solo al momento del contatto pre-vendita.

È questa la direzione delle polizze del futuro? Iper-personalizzabili e con la possibilità di essere spente e accese come la tv? O è solo una risposta alla crescente richiesta di polizze a basso costo?