La liquidazione del danno biologico permanente va parametrata alla durata effettiva della vita residua

Il risarcimento del danno biologico permanente è parametrato sulla ipotetica e statistica residua durata della vita del soggetto danneggiato ma, quando questa è nota al momento del risarcimento, il valore dovrà essere adeguato alla effettiva durata della vita dal momento dell’illecito. Ovvero, se il soggetto danneggiato muore per cause estranee all’illecito che ha conseguito le

Liquidazione equitativa solo se sussiste un danno risarcibile

“la facoltà di liquidare in via equitativa il danno presuppone: 1) che sia concretamente accertata l’ontologica esistenza d’una danno risarcibile; 2) che l’impossibilità (o l’estrema difficoltà) di una stima esatta del danno dipenda da fattori oggettivi e non già dalla negligenza della parte danneggiata nell’allegare e dimostrare gli elementi dai quali desumere l’entità del danno.

Il contratto di assicurazione deve essere redatto in modo chiaro e comprensibile

“Il contratto di assicurazione deve essere redatto in modo chiaro e comprensibile. Ne consegue che, al cospetto di clausole polisenso, è inibito al giudice attribuire ad esse un significato pur teoricamente non incompatibile con la loro lettera, senza prima ricorrere all’ausilio di tutti gli altri criteri di ermeneutica previsti dagli artt. 1362 e ss. c.c.,

La compagnia che ritarda il risarcimento paga pegno

Esemplare e ci auguriamo non isolata, condanna da parte del tribunale di Tivoli nei confronti di due compagnie assicurative che hanno ingiustificatamente negato il risarcimento ad un pedone investito da una automobile, costringendolo alla lite giudiziaria per vedere riconosciuti i propri diritti. A seguito di questo atteggiamento dilatorio, che sfrutta il divario del potere economico

La Corte Costituzionale sulla legittimità del 3 ter e 3 quater

Un Giudice di Pace di Reggio Emilia ha promosso giudizio di legittimità costituzionale dei commi 3 ter e 3 quater dell’art. 32 della Legge 1/2012 che hanno modificato l’art 139, comma 2 del D.Lgs 209/2005. L’Ordinanza della Corte Costituzionale nr 242, depositata in cancelleria il 26 novembre 2015, di seguito integralmente riportata, dichiara la questione

L’offerta di risarcimento non è ammissione di responsabilità

Troviamo in rete, un commento ad una interessante sentenza della Corte di Cassazione, che ci riserviamo di pubblicare quanto prima: la numero 24205 del  27.11.2015. Gli ermellini di Piazza Cavour sostengono che l’offerta di risarcimento della compagnia assicurativa in ambito di responsabilità civile automobilistica non costituisce una ammissione di responsabilità né un riconoscimento di debito

Il comportamento incauto e scorretto del pedone scagiona il conducente investitore.

“La corte territoriale ha fatto corretta applicazione sia della presunzione di responsabilità in capo al conducente, ex art. 2054 primo comma c.c., sia dei limiti di essa, fissati dalla stessa norma, ritenendo, con valutazione in fatto non in questa sede rinnovabile, che il comportamento del pedone fu a tal punto imprevedibile, oltre che imprudente, da