Auto con targa estera e auto senza assicurazione: la multa è salata

La vita diventa – giustamente – più dura per chi circola con l’auto senza assicurazione e per chi, residente da più di 60 giorni in Italia, circola su un veicolo con targa estera.

I numeri diffusi dagli organi di Polizia nell’ultimo periodo sono allarmanti:  in Italia circolano oltre 2,8 milioni di veicoli sprovvisti di regolare copertura assicurativa; in totale rappresentano il 6,3 % delle auto in circolazione e il picco maggiore si ha nel Sud Italia con oltre il 10%.

Appare quindi quanto mai opportuno l’intervento legislativo che ha previsto l’inasprimento delle sanzioni per i trasgressori, con un intento deflattivo del fenomeno.

Queste le modifiche salienti dell’art. 193 del codice della strada:

  1. in caso di mancanza di copertura assicurativa del veicolo, questa venga resa operante nei 15 giorni successivi alla scadenza oppure l’interessato provveda alla demolizione e alla radiazione del veicolo, la riduzione dell’importo della sanzione non sarà più di tre quarti, ma soltanto della metà;
  2. è stata introdotta la previsione della decurtazione di cinque punti sulla patente di chi viola l’obbligo della copertura assicurativa;
  3. in caso di recidiva nell’intervallo temporale di due anni, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa da € 1.698,00 a € 6.792,00 e della sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due mesi. Qualora venga effettuato il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi dell’art. 202 del codice della strada e venga corrisposto il premio di assicurazione per almeno sei mesi, il veicolo con il quale è stata commessa la violazione non è immediatamente restituito all’avente diritto, ma è sottoposto alla sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo per quarantacinque giorni, che decorrono dal giorno del pagamento della sanzione. La restituzione del veicolo è comunque subordinata al pagamento delle spese di prelievo, di trasporto e di custodia sostenute per il sequestro del veicolo e per il successivo fermo, se ricorrenti, limitatamente al caso in cui il conducente coincida con il proprietario del veicolo.

Un altro fenomeno del malcostume diffuso negli ultimi anni nel Belpaese era rappresentato dall’utilizzo di un’autovettura con targa estera, immatricolata in uno stato dove il costo della rca è sensibilmente più basso rispetto a quello normalmente praticato dalle compagnie italiane.

Anche qui conseguenze per le vittime coinvolte in un incidente in cui uno di questi veicoli era responsabile.

La nuova norma ha pertanto e finalmente introdotto il divieto di circolare con un veicolo immatricolato all’estero per chi ha stabilito la propria residenza in Italia da oltre 60 giorni. La circolazione è vietata anche se a bordo del veicolo c’è un documento che autorizza la persona residente in Italia alla conduzione.

La violazione della norma prevede una sanzione amministrativa di € 712 e contestualmente viene disposta l’immediata cessazione della circolazione e il trasporto e custodia presso un luogo non soggetto al pubblico passaggio. Trascorsi 180 giorni senza che il veicolo sia stato immatricolato in Italia o senza che il proprietario abbia richiesto il rilascio di un foglio di via per la conduzione oltre i transiti di confine, scatta la confisca amministrativa.