La liquidazione del danno biologico permanente va parametrata alla durata effettiva della vita residua

Il risarcimento del danno biologico permanente è parametrato sulla ipotetica e statistica residua durata della vita del soggetto danneggiato ma, quando questa è nota al momento del risarcimento, il valore dovrà essere adeguato alla effettiva durata della vita dal momento dell’illecito. Ovvero, se il soggetto danneggiato muore per cause estranee all’illecito che ha conseguito le

Liquidazione equitativa solo se sussiste un danno risarcibile

“la facoltà di liquidare in via equitativa il danno presuppone: 1) che sia concretamente accertata l’ontologica esistenza d’una danno risarcibile; 2) che l’impossibilità (o l’estrema difficoltà) di una stima esatta del danno dipenda da fattori oggettivi e non già dalla negligenza della parte danneggiata nell’allegare e dimostrare gli elementi dai quali desumere l’entità del danno.

Il contratto di assicurazione deve essere redatto in modo chiaro e comprensibile

“Il contratto di assicurazione deve essere redatto in modo chiaro e comprensibile. Ne consegue che, al cospetto di clausole polisenso, è inibito al giudice attribuire ad esse un significato pur teoricamente non incompatibile con la loro lettera, senza prima ricorrere all’ausilio di tutti gli altri criteri di ermeneutica previsti dagli artt. 1362 e ss. c.c.,

La compagnia che ritarda il risarcimento paga pegno

Esemplare e ci auguriamo non isolata, condanna da parte del tribunale di Tivoli nei confronti di due compagnie assicurative che hanno ingiustificatamente negato il risarcimento ad un pedone investito da una automobile, costringendolo alla lite giudiziaria per vedere riconosciuti i propri diritti. A seguito di questo atteggiamento dilatorio, che sfrutta il divario del potere economico