Le assicurazioni rifuggono la sanità italiana

I premi delle polizze per i medici crescono vertiginosamente senza possibilità di ritorno. Le motivazioni sono presto individuate nella seconda edizione del Medmal Claims Italia a cura di  Emanuele Patrini, Healthcare Practice Leader Marsh. Lo studio ha preso in esame le richieste di risarcimento danni ricevute da circa 75 strutture sanitarie nel portafoglio del broker

Guerra di emendamenti al decreto liberalizzazioni…segue!

Approvati in Commissione industria gli emendamenti “gemelli” sul risarcimento dei danni permanenti di piccola entità, alias colpo di frusta. Ecco il testo: “In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”. Siamo sicuri che questo sia effettivamente

Guerra di emendamenti al decreto liberalizzazioni: c’è spazio anche per minare il risarcimento delle microlesioni!

Le bozze del decreto “Cresci Italia” ci avevano fatto ben sperare sulla rottamazione dell’indennizzo diretto per lesioni del conducente. Ci aveva poi riportato  con i piedi ben piantati a terra il testo definitivo, dove le uniche modifiche agli artt. 149 e 150 riguardavano le modalità di definizione dei forfait e delle franchigie. Un po’ di

I Carrozzieri contestano quel 30% di liberalizzazione

Nel decreto liberalizzazioni “Cresci Italia” da cui tutti gli operatori si aspettavano un sincero cambiamento a vantaggio dei danneggiati, è ricompresa una modifica a quella particolare clausola del risarcimento in forma specifica. Che prevede che chi subisce un danno da circolazione stradale ed ha sottoscritto questa clausola a fronte di un promesso sconto sul premio

Si torna a lavorare sulla tabella unica nazionale per le macrolesioni!

Almeno questo è il parere del sottosegretario alle infrastrutture, Guido Improta, che rispondeva ad una interrogazione alla Camera sul risarcimento del danno biologico. Mentre Enzo Raisi (Fli) chiedeva il ritiro della prima versione delle tabelle da più parti contestata e bocciata definitivamente dal Consiglio di Stato, il Improta, ritiene preferibile proporle al Consiglio dei ministri