Ott 4, 2018 in La sicurezza dei nostri figli non è un gioco di







Nonna Elvira è la nonna della famiglia Barbatosta che con i suoi superpoteri evita al piccolo Pietro gravi sciagure dovute alla scarsa attenzione di papà Luciano alla guida della macchina e nell’adottare tutte quelle necessarie cautele per un trasporto sicuro di suo figlio.

La famiglia Barbatosta è il testimonial che Studio MG ha scelto per sensibilizzare in particolare i genitori e in generale chiunque trasporti bambini a bordo degli autoveicoli. Perché, ahinoi, la superficialità è spesso la causa di eventi inenarrabilmente infausti.

Voglio farvi un esempio. Qualche giorno fa portiamo nostra figlia presso il distretto sanitario competente per un vaccino e, come noi , altri genitori. Usciamo dal plesso assieme ad un’altra coppia il cui piccolo è provato dalla punturina e si lamenta, piangendo, com’è d’uopo. Proprio per questo motivo la mamma monta in auto, sul sedile anteriore al posto del passeggero (il papà si mette alla guida) e anziché assicurare il proprio bambino al seggiolino lo tiene in braccio per consolarlo e si avviano verso l’uscita del parcheggio.

Ecco il paradosso. Questi genitori si preoccupano della salute presente e futura del proprio figlio attraverso la vaccinazione e contemporaneamente mettono a rischio la sua vita per non sentirlo piangere qualche minuto. Immagino che nella loro testa abbiano pensato: “ma tanto il tragitto è breve”; “ma tanto vado piano, cosa vuoi che succeda”; “tanto i carabinieri non si mettono mai sulla strada che facciamo per tornare a casa”.

Probabilmente gli stessi pensieri che avranno fatto i genitori (residenti nella provincia di Como) di una piccola principessa di 18 mesi deceduta a seguito di un incidente stradale mentre viaggiava in braccio alla mamma, nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2017. Il papà non ha colpe nella causazione dell’evento. La responsabilità è stata completamente attribuita al giovane ebro che guidava il veicolo antagonista.

Eppure, entrambi i genitori sono stati condannati ad un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di omicidio stradale della loro piccola figlia, per non averla assicurata con gli appositi mezzi di ritenzione.

Ecco perché Nonna Elvira è incazzata. Ma non con i genitori ma con la stampa, che nei giorni scorsi hanno enfatizzato la notizia facendo leva sulla condanna patteggiata per i genitori e per la controparte dopo il rito abbreviato. Ribadendo qual è la multa che si rischia in caso di mancato corretto utilizzo dei seggiolini.

Chissenefrega delle multe quando è in gioco la vita dei nostri bimbi. La stampa dovrebbe fare informazione facendo sapere a quanti più genitori possibile che ad un urto a 50 km/h un bimbo di 15 kg sviluppa una forza d’urto pari a 250 kg, 16 volte il suo peso. Impossibile da trattenere per chiunque a meno che non si abbiamo i super poteri di nonna Elvira, appunto.

Nonna Elvira è incazzata perché conosce e condivide il pensiero dei grandi pensatori greci, come Platone. Sa che gli uomini, spesso, condannano l’ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla. La pena di questi genitori non è quella inflitta dalla magistratura. Ma è l’ergastolo in una gabbia stretta, angusta, asfissiante di rimorsi. Di rimpianti. Che causano un dolore indescrivibile e insanabile al loro cuore. Fino alla fine dei giorni.

Usiamoli sti seggiolini, perdiana!

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