La responsabilità dei robot

responsabilità robot

La responsabilità delle persone è ben definita dai codici e dalle leggi che regolano le nostre società, ma se un robot o un software dovesse causare dei danni per un errore di calcolo, chi ne risponde?

Ci offre un ulteriore spunto di riflessione su questo tema Rocket Lawyer, un servizio statunitense specializzato nella consulenza legale on-line già sbarcato in Francia, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi, e prossimo ad arrivare anche in Italia.

Un servizio di consulenza legale automatico

Rocket Lawyer è una società nata nel 2008 negli Stati Uniti per offrire vari servizi legali completamente on-line che nei primi anni di attività attirò gli investimenti di varie imprese private, tra cui Google Ventures, per un totale 43 milioni di dollari raccolti dal 2009 al 2011. Ora è una piattaforma in cui privati e piccole imprese possono accedere a documenti legali, consulenze automatizzate e contatti di avvocati in maniera rapida e semplice.

Servizi offerti

I servizi principali di Rocket Lawyer sono:

  • creazione, firma, correzione, autenticazione e condivisione di documenti legali
  • consulenza istantanea ed eventuale segnalazione di avvocati della zona
  • assistenza completa per l’avvio di nuove attività e imprese.

Il sito si avvale di un algoritmo che risolve i quesiti più semplici e sa riconoscere quali invece hanno bisogno di una consulenza di un avvocato in carne e ossa. Se si parla di questioni legali infatti sappiamo bene che non esiste un caso uguale all’altro: alcuni possono essere simili, ma sono diverse le variabili che entrano in gioco di volta in volta.

La piattaforma quindi si avvale di entrambi i sistemi: consulenza automatizzata e consulenza on-line di avvocati affiliati al sito.

Responsabilità

Al di là dell’utilità e della comodità dei servizi offerti, Rocket Lawyer solleva due problemi che i professionisti del terziario dovranno affrontare sempre più spesso:

  • l’automatizzazione di lavori che fino ad oggi sembravano insostituibili da un bot, come possono essere l’avvocato o l’assistenza ai clienti
  • la responsabilità che deriva da errori di calcolo delle macchine.

Sul primo punto non serve citare libri di fantascienza per dire che oramai anche l’ambito dei servizi sta subendo un po’ alla volta l’introduzione di software che riescono a “pensare” e “relazionarsi”, per usare termini umani, con i clienti. Linear Assicurazioni infatti si serve di un bot che risponde automaticamente alle chat di Facebook per creare dei preventivi per le assicurazioni RC auto.

Responsabilità bot

Sulla responsabilità dei software la storia è tutta da scrivere: Tesla, Google, Volvo e Ford stanno facendo la loro parte nella guida automatizzata e quando le auto senza pilota saranno finalmente prodotte ed esportabili in tutto il mondo, dovranno esserci delle linee guida che regoleranno eventuali incidenti in cui saranno coinvolte.

E per la consulenza vale lo stesso discorso: è inevitabile che il software prima o poi commetterà un errore e qualcuno ne pagherà le conseguenze. I bot non sono solo dei programmi che rispondono in maniera programmata ad alcuni input, oggigiorno sono delle complesse macchine che hanno capacità (seppur ancora limitate rispetto all’uomo) di imparare e di confrontarsi con una persona, come Siri l’assistente di Apple. In tal caso però su chi ricade la responsabilità della decisione del robot? Potrà un software essere capo d’imputazione di una responsabilità professionale?