Infrazioni gravi al codice della strada: la multa è europea.

Un recente circolare del Ministero dell’Interno, datata 12 settembre 2017 ed inviata a tutte le forze di Polizia e al Ministero della Giustizia, ricorda che ai fini del miglioramento della sicurezza stradale nei Paesi dell’Unione Europea, è necessaria una uniforme applicazione della sanzioni per le infrazioni gravi e il superamento delle difficoltà connesse alla notifica e riscossione delle sanzioni, quando l’infrazione grave è commessa in altro stato membro dell’UE rispetto a quello di immatricolazione del veicolo trasgressore.

Proprio in tal senso venne emanata la Direttiva 2011/82/UE recepita in Italia dalla Legge 37 del 4 marzo 2014, pubblicata in G.U. n 67 del 21 marzo 2014 e in vigore dal 22 marzo 2014.

L’ambito di applicabilità riguarda le seguenti infrazioni gravi: eccesso di velocità, mancato uso della cintura di sicurezza e del casco protettivo, passaggio ad un semaforo proiettante luce rossa, guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, di circolazione su una corsia vietata, di indebito uso di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

Il funzionamento del sistema verrà garantito da “Punti di contatto nazionale” che avranno il compito di informatizzare le banche dati e fornire i dati di immatricolazione dei veicoli e degli intestatari contenuti nei propri archivi nazionali. In Italia tale obbligo è stato assolto dalla Motorizzazione civile e per il tramite del sito L’Automobilista.

Il trasgressore riceverà una “lettera d’informazione” sull’infrazione, redatta nella lingua ufficiale dello Stato d’immatricolazione del veicolo con il quale è stata commessa la violazione e riporterà tutte le informazioni utili: tipologia di violazione, luogo, data e ora della stessa, sanzione principale e accessoria e, ove opportuno, i dati del dispositivo eventualmente utilizzato per rilevare il comportamento violativo delle norme.

Resta ancora da chiarire quale sarà la procedura e la norma applicabile invece per l’eventuale riscossione coattiva dei proventi della sanzione. Ma alcune possibilità sono già al vaglio del legislatore italiano.