Ago 29, 2016 in De iure condito, La strada non è una pista di

codice della stradaGli ermellini di Piazza Cavour della IV Sezione Penale, con la sentenza nr  34462/2016 ci ricordano che la giurisprudenza non esonera da colpa il conducente che faccia affidamento sul rispetto delle regole sulla circolazione stradale ad opera di altri utenti poiché le norme sulla circolazione stradale ad opera di altri utenti poiché le norme sulla circolazione stradale impongono severi doveri di prudenza e di diligenza proprio per fare fronte a situazioni di pericolo, determinate anche da comportamenti irresponsabili altrui, anche se prevedibili.

Nel caso di specie l’imputato per il reato di omicidio colposo, aveva urtato alla guida della propria autovettura un autocarro (ape) che mancava la precedenza provenendo da una laterale e, causandone il decesso del suo conducente.

Gli accertamenti peritali, eseguiti per ricostruire la dinamica, avevano evidenziato che se l’imputato avesse proceduto ad una velocità più moderata di quella tenuta, che si avvicinava al massimo consentito per quella strada – velocità più moderata che era imposta dallo stato dei luoghi e dalla presenza di una intersezione stradale – avrebbe certamente agevolato un arresto utile ad evitare la collisione.

La Corte di Appello aveva riformato la sentenza di condanna di primo grado e i congiunti del defunto costituitisi parti civili proponevano ricorso per Cassazione. La Corte annullava, per le motivazioni di cui sopra la sentenza impugnata ai fini civili con rinvio al giudice civile.

In conclusione il solo rispetto delle norme imposte dal codice della strada, non è sufficiente ad andare scevri da responsabilità in caso di incidente stradale. In particolare, con riferimento alla novella dell’art. 141 del codice della strada la velocità deve essere adattata anche sotto i limiti quando le condizioni di luogo e tempo lo richiedono, come all’approssimarsi di una intersezione, per prevedere l’irresponsabile altrui comportamento.

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